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Negli ultimi venticinque anni la distribuzione della ricchezza si è spostata sempre più nelle mani di sempre meno persone, che sono quelli conosciuti, oggi, come gli oligarchi padroni del mondo.

Siamo al punto in cui la distribuzione della ricchezza ha raggiunto un livello di disuguaglianza osceno, senza precedenti; l’1% della popolazione mondiale possiede oggi il 50% della ricchezza totale della Terra, mentre un terzo della popolazione vive sotto la soglia della povertà.

Tutto questo grazie, o per colpa, di questo Sistema (finanziario, economico, produttivo e istituzionale) che ha permesso a pochissimi di arricchirsi sempre di più e ottenere sempre più potere, a discapito di tutti gli altri, della gente, che negli anni ha visto calare sempre di più la propria economia.

Come topi, ci azzuffiamo per le briciole di un ricchissimo banchetto che si godono in pochissimi, che sono i beneficiari del Sistema, i banchieri e i proprietari delle multinazionali e delle grandi marche, i nostri padroni.

Si chiama schiavitù moderna, ed è la condizione in cui vive l’80% della popolazione.

Se non fai soldi anche mentre dormi, allora fai parte della massa, e come tale sei uno schiavo che sta per perdere tutti i diritti, anche quello all’amore e alla procreazione. Se fai parte della massa, sei condannato a una vita fatta di soddisfazioni virtuali, cioè di social networks, di televisione, di film, di PlayStation, di bambole gonfiabili e vibratori. Come individuo parte della massa, non ti sarà consentito muoverti liberamente nel mondo (le linee aeree stanno andando tutte, una dopo l’altra, in banca rotta), non ti sarà concesso di esprimerti liberamente (siamo già a quel punto) e non ti sarà concesso nemmeno riprodurti, tutto secondo il piano per il Nuovo Ordine Mondiale e secondo l’Agenda 21, un programma per la riduzione della popolazione mondiale.

Il grafico sotto, tratto dal libro Capitale nel XXI Secolo, che è una raccolta di dati sull’andamento economico di tutti i paesi del mondo fin dall’anno zero, mostra l’andamento delle due economie, quella del ritorno dagli investimenti e quella degli scambi, cioè quella del lavoro.

Dal libro Capital in the XXI Century – Thomas Picketty

 

Come si può vedere, dalla fine della seconda guerra mondiale, l’economia del lavoro (g – output) è diminuita sempre di più, mentre quella del ritorno dagli investimenti è cresciuta sempre di più.

Si risolve il problema del secolo, cioè la condanna alla schiavitù eterna e all’eliminazione secondo il piano per il Nuovo Ordine Mondiale e l’Agenda 21, entrando nell’economia del ritorno dagli investimenti.